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Prèlude, Accademia Musicale, studio di Musicpoterapia |
Cos'è la Musicoterapia ? Con il termine di Musicoterapia si definisce un' attività che comprende un ambito più ampio delle due singole discipline (Musica e Terapia). Tale rapporto costituisce di fatto una interazione tra due aree di ricerca esistenti nell'ambito culturale che “avvolgono” l'esistenza di un soggetto nella sua totalità: un'area a sfondo musicologico e un'area a sfondo terapeutico. L'interazione che ne scaturisce determina un'area di intervento che si identifica nell' itinerario “musicoterapico”. Il linguaggio materno prima e la comunicazione familiare dopo, attivano diverse strategie di comunicazione in ogni bambino determinando, all'interno della sua mente, un sistema acustico–culturale–musicale necessario alla comunicazione verbale. Il patrimonio delle sonorità ambientali e musicali contribuisce così alla formazione e allo sviluppo del bambino in virtù di una adeguata struttura relazionale con il prossimo. Riuscire quindi, a contestualizzare le dinamiche relazionali sotto il profilo sonoro musicale sottintende la possibilità da parte dell'educatore di poter introdurre alcune variabili nel livello di “interesse” verso il fenomeno musica e quindi introdurre i cambiamenti nel comportamento del soggetto in trattamento. La musicoterapia è una forma di linguaggio non verbale che percorre le vie percettive afferenti alla coscienza e forse soprattutto all'inconscio, a quei livelli cioè emotivi, istintuali e, per dirla come Jung, archetipici . Nella sua vita l'individuo si rapporta costantemente con le figure genitoriali reali e con le figure archetipiche interne del padre e della madre, appartenenti al mondo intrapsichico. Inconsciamente l'individuo confronta le figure genitoriali reali e l'esperienza di vita vissuta nel rapporto con loro, con le figure genitoriali archetipiche, relative al padre e alla madre così come dovrebbero essere. Più la persona realizzerà che il padre e la madre reali differiscono dalle figure genitoriali archetipiche, più cercherà di sopperire a tale carenza ricercando la parte mancante in figure esterne che mai appagheranno completamente tale dimensione. Tale mancanza influenzerà le scelte, le emozioni, il modo di rapportarsi agli altri, ed è proprio al fine di dare una risposta al pathos generato dalla non soddisfazione di tale esigenza, che si inserisce l'intervento musicoterapeutico, che ha lo scopo primario di agire tramite la musica la parte archetipica carente. Una modalità musicoterapeutica che consente di esprimere la parte genitoriale archetipica debole è la conduzione musicale simbolica , un dialogo emotivo espresso attraverso lo strumentario di tipo Orff che consente di entrare nella sfera delle immagini inconsce collettive che si traducono in suono. Il riequilibrio archetipico rappresenta l'obiettivo primario della conduzione musicale simbolica. Il simbolismo è, infatti, una insostituibile chiave di accesso alla personalità dell'individuo da leggersi parallelamente al linguaggio non verbale: Fare ed ascoltare musica in un dialogo continuo, fisico, emotivo e cognitivo, coinvolge ed impegna l'individuo nella sua totalità e nella sua attualità, interviene nel Sé in modo costruttivo, evolutivo, integrativo. Ad una musicoterapia che potremmo definire emotiva, corporea, pratica, se ne affianca un'altra che predilige il livello mentale, simbolico, verbale. Non che tra i due approcci esista una netta demarcazione, poiché l'una integra l'altra, ma mentre la prima si rivolge più squisitamente alle terapie infantili e pre-adolescenziali, la seconda è più adatta alle terapie con adolescenti ed adulti. Si tratta della Musicoterapia Corporeosistemica e della Musicoterapia Immaginativo-Simbolica. Entrambe le tecniche richiedono competenze molto evolute e sono un importante strumento terapeutico per far elaborare all'individuo il proprio mondo simbolico, personale ed archetipico, in un processo simile a quello onirico, ma attuato in uno stato di veglia. La musica nel setting musicoterapeutico viene ascoltata, prodotta ed elaborata in diversi modi. Si studiano le risposte e le variazioni fisiologiche e psichiche al ritmo, al suono, alla forma ed in funzione di tutti i parametri espressi musicalmente si calibrano gli interventi successivi. Produrre ed ascoltare musica, anche la più semplificata, comporta l'attivazione cerebrale coordinata alla sfera cognitivo-percettiva ed emotiva, ma anche di tutto il corpo, fatto questo che aiuta il terapeuta in modo sostanziale nell'intervenire anche in tutte quelle problematiche che interessano il movimento, lo schema corporeo, abbattendo ogni barriera tra psicomotricità e musicoterapia. Nell'intervento musicoterapeutico rivolto ai bambini o pre-adolescenti si predilige un modello di intervento di tipo attivo (Musicoterapia Corporeosistemica) con conduzioni musicali, improvvisazioni, schemi e percorsi musicali agiti e ascolti passivi. Sono previsti percorsi di immaginazione accompagnati dall'ascolto musicale e dalla successiva rappresentazione grafica, interpretata in un secondo momento dal Musicoterapeuta. Tale tecnichedi immaginazione sono adoperate con modalità diverse nella musicoterapia per adolescenti ed adulti (Musicoterapia Simbolico-Immaginativa), in cui alla rappresentazione grafica si predilige il confronto verbale. Ogni attività musicoterapeutica prende l'avvio da una attenta lettura e comprensione dell' anamnesi e della diagnosi già esistente o in via di formazione da parte del professionista responsabile (medico generale, pediatra, neurologo, psicologo, psichiatra o altro). Il musicoterapeuta fa poi riferimento a particolari tecniche, relative alla Musicoterapia Simbolico-Immaginativa ed alla Musicoterapia Corporeosistemica, nel valutare strutture simboliche della persona cui conformare l'intervento musicoterapeutico. La musicoterapia tratta casi di sofferenza psichica e fisica che vanno dalla sindrome di Down ai deficit o difficoltà percettive, di espressione motoria, del linguaggio, cognitive e dell'apprendimento, emotive e relazionali, fino alle alterazioni della personalità, all'autismo. La terapia può essere preventiva, evolutiva, di mantenimento o sostegno, risolutiva , a seconda che il tipo di problematica abbia radici nel genetico, in lesioni pre – peri – post – natali, nell'organico e/o nello psichico. La professione del musicoterapeuta, attualissima, ma con radici antichissime, è ormai inevitabilmente proiettata verso spazi sempre più vasti ed autonomi, supportata com'è dai riconoscimenti accademici, successi terapeutici, riferimenti teorici sempre più numerosi e scientifici. La musicoterapia è forse oggi il modo più “potente” di proporre la musica in forma veramente creativa, comunicativa, profonda, molto di più di ciò che può offrire la fruizione attuale sia nelle sale da concerto (comunque evento terapeutico) che nei mass-media o nelle discoteche (eventi anti terapeutici). Non va assolutamente dimenticato il fattore preventivo che la musicoterapia offre, e tale fattore va (ed è) sempre più utilizzato, specie negli ambiti scolastici, con risultati notevoli su tutte le sfere di personalità ed i livelli di apprendimento, sia nei bambini portatori di handicap che non. Infatti, la musicoterapia, pur contenendo il termine “terapia”, non deve essere pensata necessariamente come rivolta solo a chi ha dichiaratamente problemi da risolvere, ma, al contrario, trova referenti in tutti gli individui, aiutandone e promuovendone la crescita generale e l'armonizzazione. Nella sindrome di Down la musicoterapia utilizza percorsi musicali stimolanti che partono dallo stato emotivo del momento ed evolvono verso l'obiettivo terapeutico voluto. La capacità di comunicare con l'altro attraverso dialoghi sonori, la capacità di discriminazione percettiva verso la fonte sonora in relazione ai parametri musicali, il potenziamento delle capacità attentive e mnestiche, lo sviluppo o il potenziamento dell'orientamento spaziale e temporale, lo sviluppo della consapevolezza del proprio corpo, sempre tenendo conto delle difficoltà nella rappresentazione mentale, l'accrescimento della motricità, sono associate allo sviluppo di una maggiore autonomia ed all'accrescimento della fiducia e della stima di sé. La motivazione di una qualsiasi persona ed ancora di più per chi ha un problema lo svolgimento di una qualsiasi attività non riguarda solo i bisogni consci da realizzare, ma, soprattutto, le energie psichiche inconscie. Nell' autismo infantile la musicoterapia è ormai da molti anni considerata intervento d'elezione. Dall'autismo in forma iniziale a quello di tipo incrostato si utilizza la tecnica musicoterapica della conduzione musicale simbolica, per stimolare il bambino su un altro canale comunicativo diverso da quello della parola, per riaprire un flusso emotivo verso l'esterno che potrà poi ricondurre alla verbalità ed all'espressione linguistica, ricostituendo gli archetipi genitoriali.
Obiettivi generali delle sedute di musicoterapia: Aprire i canali di comunicazione intrapsichici ed extrapsichici; Vincere le proprie paure, saper contenere ed orientare le emozioni e l'aggressività nei rapporti interpersonali, sviluppando la capacità di dominare impulsi irrazionali; Canalizzare le ansie; Stimolare l'espressione dei sentimenti per favorire la motivazione, la gratificazione, l'autostima; Favorire la creatività; Migliorare la socializzazione e l'interazione, stimolando il sorriso, il gusto per la vita ed un atteggiamento positivo e propositivo: Sviluppo dell'espressione corporea; Stimolare il contatto con la realtà, favorendo diversi canali comunicativi; Stimolo al ricordo (Vissuto/Identità); Stimolare le funzioni cognitive; Stimolare le capacità attentive e mestiche. Di sicura importanza è l'intervento musicoterapeutico nell'attività di preparazione al parto. Tale attività è rivolta alle future mamme che già nei primi mesi di gravidanza possono intraprendere un percorso con la vita intrauterina del bambino tramite il canale comunicativo della musica, coinvolgendo entrambe le figure genitoriali e contribuendo a far vivere agli stessi il periodo della gravidanza con serenità, strutturando una relazione armoniosa, vitale, intensa. Obiettivi dell'attività Mt nella preparazione al parto: Rilassamento della gestante prima e dopo il parto; Stimolazione delle capacità psicofisiche del feto e del neonato; Rilassamento del feto e del neonato; Partecipazione del padre. Finalità dell'attività Mt nella preparazione al parto: Promuovere un diverso contesto comunicazionale tramite una forma di dialogo ritmico percepito dal feto a livello sonosomestesico; Rinforzare l'autostima della madre tramite l'utilizzo della musicoterapia di tipo simbolico; Intervenire sull'innalzamento della soglia di dolore, creando una maggiore capacità di concentrazione attraverso l'uso della musica simbolica. |
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